Caproni, Bertolucci e Raboni: tre traduzioni da Baudelaire

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Charles Baudelaire
Correspondences

La Nature est un temple où de vivants piliers
Laissent parfois sortir de confuses paroles;
L’homme y passe à travers des forêts de symboles
Qui l’observent avec des regards familiars.
Comme de long échos qui de loin se confondent
Dans une ténébreuse et profonde unité,
Vaste comme la nuit et comme la clarté,
Les pafums, les couleurs et les sons se répondent.
Il est des parfums frais comme des chairs d’enfants,
Doux comme del hautbois, verts comme les prairies,
– Et d’autres, corrompus, riches et triomphants,
Ayant l’expansion des choses infinies,
Comme l’ambre, le musc, le benjoin et l’encens,
Qui chantent les transports de l’esprit et des sens.

Traduzione di Giorgio Caproni, Roma, Curcio, 1967

La Natura è un tempio dove viventi colonne lasciano qualche volta uscir confuse parole; l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari.
Come lunghi echi che in lontananza si confondono in una tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e come la luce, i profumi, i colori e i suoni si rispondono.
Vi sono profumi freschi come carni di bimbi, dolci come oboi, verdi come i prati, – e altri, corrotti, ricchi e trionfanti,
aventi l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzuino e l’incenso, che cantano il trasporto dello spirito e dei sensi.

Traduzione di Attilio Bertolucci, Milano, Garzanti, 1975

La Natura è un tempio ove pilastri viventi lasciano sfuggire a tratti confuse parole; l’uomo vi attraversa foreste di simboli, che l’osservano con sguardi familiari.
Come lunghi echi che da lungi si confondono in una tenebrosa e profonda unità, vasta come la notte e il chiarore del giorno, profumi, colori e suoni si rispondono.
Vi sono profumi freschi come carni di bimbo, dolci come òboi, verdi come i prati, – altri, corrotti, ricchi e trionfanti,
che posseggono il respiro delle cose infinite: come l’ambra, il muschio, il benzuino e l’incenso; e cantano i moti dell’anima e dei sensi.

Traduzione di Giovanni Raboni, Milano, Mondadori, 1977

La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l’uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.
Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un’unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.
Profumi freschi come la pelle d’un bambino,
vellutati come l’oboe e verdi come i prati,
altri d’una corrotta, trionfante ricchezza
che tende a propagarsi senza fine – così
l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.